Valutare un franchising

Come valutare il franchisor e scegliere il franchising giusto

chek list franchisingNel panorama del franchising esiste ormai un’offerta enorme, che va dai negozi di abbigliamento ai fast-food, dall’agenzia di intermediazione (immobiliare, matrimoniale, di viaggi) alle agenzie di servizi. Come scegliere il franchisor giusto?

In primo luogo bisogna capire realmente quali sono le proprie aspirazioni e propensioni. Troppe volte si sceglie di fare un’attività badando non tanto alle predisposizioni personali, ma al potenziale guadagno che si può ottenere. Questo fenomeno può verificarsi più spesso quando si confrontano tra loro le offerte di centinaia di proposte in franchising: magari si vorrebbe tanto operare nel settore del marketing online, ma c’è un franchisor che, a fronte di una fee d’ingresso molto contenuta, promette forti guadagni nel settore della stampa digitale. Ebbene, spesse volte, se la chiave che porta a scegliere il franchisor a cui affiliarsi è l’ammontare della fee d’ingresso o i guadagni ottenibili, è improbabile che l’attività funzioni: perché l’attività la fa in primis il modo di operare dell’imprenditore che deve quindi essere costantemente motivato; ed è difficile trovare le motivazioni e mantenerle nel tempo quando si svolge un’attività che non si gradisce.

Una volta scelto il settore nel quale si intende operare si possono passare al vaglio le offerte dei franchisor e scegliere quella più idonea. Anche in questo caso, non è detto che quella che prevede la minore fee d’ingresso sia quella più vantaggiosa. Ad esempio è meglio spendere 30.000 Euro per aderire ad un network che ha un nome già conosciuto o che offre un’assistenza costante e professionale all’affiliato, piuttosto che 25.000 euro per affiliarsi ad un’azienda che opera nello stesso settore, ma ha un marchio poco conosciuto o che, una volta incassata la fee d’ingresso, tende a lasciare l’affiliato solo a se stesso.

Il compito del potenziale franchisee è quello di raccogliere il maggior numero di informazioni per verificare effettivamente quali sono i servizi e i vantaggi offerti da un franchisor rispetto ad un altro.

Di seguito alcune variabili da tenere in considerazione quando si valuta un franchisor:

  • Gli anni di attività: un franchisor che opera da dieci anni avrà un know-how di gran lunga superiore rispetto ad uno che è appena entrato sul mercato. E l’affiliato può far tesoro di quel bagaglio di esperienza.
  • Numero di affiliati: più sono gli affiliati attivi più è probabile che l’attività funzioni e il franchisor si comporti in modo professionale.
  • Numero punti pilota: a volte può capitare che un’azienda lanci un’idea di business in franchising e non abbia ancora alcun affiliato. Ciò non toglie che quell’azienda possa aver creato un pacchetto molto professionale e redditizio. In questo caso è utile effettuare una valutazione esaminando gli eventuali punti pilota gestiti direttamente dall’azienda. Quest’ultima infatti dovrebbe aver testato l’attività per almeno un anno attraverso uno o più punti pilota in diverse zone geografiche. Più sono i punti pilota, più evidentemente l’azienda ha cercato di valutare la bontà dell’idea di business prima di ricercare gli affiliati.
  • La notorietà del marchio è un altro dato da prendere in considerazione. Se il marchio non è molto noto è possibile fare ricerche su internet per verificare se ci sono commenti di persone che ne sono venute in contatto.
  • La valutazione del franchisor passa anche attraverso l’analisi dei suoi bilanci. La legge sul franchising prevede che il franchisor fornisca al potenziale affiliato, dietro sua richiesta, i bilanci degli ultimi tre anni, anche prima di aver sottoscritto il contratto di franchising.

Altri aspetti interessanti per valutare un franchising

E’ utile farsi indicare anche il numero di punti vendita che hanno chiuso e fare una statistica sul tasso di mortalità (ad check2esempio su 100 affiliati, quanti hanno chiuso dopo uno o due anni? E perché?).

I franchisor più noti e seri sono di solito iscritti ad una o più associazioni di categoria (ad esempio Assofranchising). Tali associazioni di solito effettuano anche controlli sull’operato dei franchisor o sulle clausole contrattuali. Verificare che il franchisor aderisca a queste associazioni può essere indice di professionalità.

Ci sono poi tante piccole variabili che possono indicare se ci si trova di fronte ad una seria opportunità di franchising: la qualità e completezza del sito web, il fatto che i marchi proposti dal franchisor siano stati registrati (a tal fine si può condurre una ricerca sul sito www.uibm.gov.it), la presenza di un numero verde per il contatto con gli affiliati.

E’ diritto del potenziale affiliato chiedere informazioni sulla struttura societaria del franchisor (forma societaria, capitale sociale, numero di soci etc..): in questo modo è possibile rendersi conto se si ha a che fare con un’azienda di un certo livello.

Quando si contatta un franchisor per chiedere informazioni sulla formula che propone è bene fare attenzione anche ai piccoli particolari, in modo da comprendere se ci si trova di fronte ad un’azienda ben organizzata e professionale o, al contrario, improvvisata. Uno dei modi è provare a contattare l’azienda tramite email o tramite il modulo di contatto presente sul sito e verificare in quanto tempo si ottiene risposta (capita spesso che anche quelli che vengono ritenuti i migliori franchising non fanno seguito alle richieste di contatto ricevute via internet). E’ anche utile chiedere informazioni dettagliate e verificare se queste vengono fornite in modo puntuale.

E’ buona norma contattare le aziende già affiliate e chiedere loro un’opinione su come opera il franchisor. Se gli affiliati si sono trovati male non avranno alcun interesse a difendere il franchisor.

Se la proposta del franchisor è interessante, è utile provare a fissare un appuntamento in sede per richiedere ulteriori approfondimenti, in modo da poter fare valutazioni più precise su come è organizzata l’azienda.

E’ importante anche fare delle ricerche su internet per vedere cosa pensano le persone del marchio. Spesso nei forum o sui siti di opinione si trovano diversi commenti sull’operato delle aziende. Per comprendere la portata del progetto di business  è anche opportuno farsi dire quale iniziative di marketing ha intrapreso sia a livello locale che su tutto il territorio nazionale e quali intende avviare nel futuro, in modo da intuire se si tratta di un progetto di business complesso e ben organizzato o solo di un progetto finalizzato a raccogliere affiliati nel breve periodo.

Alcune aziende non si accontentano di sperimentare l’idea di business attraverso un solo punto pilota aperto in una determinata zona geografica, ma cercano di ripetere la sperimentazione in zone diverse. I franchisor più attenti hanno valutato queste variabili e sperimentato il proprio business in diverse zone geografiche.

E’ importante verificare se il franchisor si affida a società di consulenza esterne per costruire la rete in franchising. Questo potrebbe essere un indice di professionalità. Infatti un’azienda che ha sperimentato un’idea di business in un determinato settore (come ad esempio quello della ristorazione o dell’abbigliamento) non è detto che abbia anche le competenze per creare e gestire una rete di franchisee. E gestire una rete di affiliati richiede molte risorse e competenze, dal punto di vista organizzativo e assistenziale. Spesso aziende che hanno sempre operato in modo professionale nel loro settore di riferimento, si improvvisano franchisor: gli stessi dirigenti che per anni hanno acquisito know-how in uno specifico settore, iniziano a occuparsi di sviluppo e gestione della rete e avviano delle iniziative di marketing per il reclutamento degli affiliati. Tutto ciò senza avere le conoscenze e l’esperienza per farlo. Il risultato potrebbe essere controproducente. E’ quindi da considerarsi positivamente il fatto che delle aziende abbiano preferito affidarsi a consulenti esterni per lo sviluppo e la gestione della rete di affiliati. In questi casi è ovviamente opportuno fare una valutazione anche dell’azienda di consulenza, perché è quella con cui il franchisee dovrà avere a che fare.

La valutazione di un franchising

E’ importante valutare anche quali sono le iniziative di marketing che il franchisor ha adottato per il reclutamento degli affiliati. Ci sono aziende che investono in inserzioni su riviste a tiratura nazionale o in importanti campagne online. Altre usano sistemi più economici. Per intenderci, un’azienda che per reclutare affiliati investe sulla stampa nazionale ha sicuramente un progetto potenziale più solido rispetto a chi cerca affiliati creando solo un sito web e sperando che Google gli porti qualche accesso oppure inserendo un annuncio di “ricerca affiliato” nella rubrica dedicata di un giornale locale o su un sito di annunci gratuiti.

Il franchisor professionale è colui che rispetta la legge sul franchising e pertanto, almeno un mese prima della stipula del contratto, fornisce all’aspirante affiliato un documento informativo nel quale riporta tutta una serie di informazioni tra le quali: descrizione del tipo di attività e della fee d’ingresso unitamente alla modalità per il calcolo delle eventuali royalties. Questo documento deve anche riportare il numero di punti affiliati e di punti gestiti in proprio, nonché la variazione del numero di affiliati anno per anno. Deve anche indicare le eventuali iniziative giudiziarie che hanno visto coinvolto l’affiliante. Dietro richiesta del potenziale affiliato, il franchisor deve fornire copia dei bilanci degli ultimi 3 anni di attività.

Commenti
  1. Quale azienda si può contattare per ricevere informazioni precise per farsi un idea. Noi saremmo intenzionati ad aprirne uno ma abbiamo diverse necessita. Potete aiutarmi?

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