Non è poi da trascurare l’indubbio vantaggio che proviene dal trasferimento del know-how dal franchisor al franchisee. Uno dei cardini del franchising è infatti la formazione dell’affiliato. L’iter ortodosso di un’azienda che offre una partnership in franchising (stando anche a quanto previsto dalla legge 129 del 2004) dovrebbe prevedere che il franchisor abbia già sperimentato l’idea di business attraverso uno o più punti pilota gestiti direttamente e abbia anche fatto tesoro dell’esperienza di tutti gli affiliati. Di conseguenza il franchisor dispone di un bagaglio di conoscenze (tecniche, commerciali, organizzative, logistiche, legali, fiscali, burocratiche) che può e deve mettere a disposizione dei nuovi affiliati. L’insieme delle conoscenze acquisite dal franchisor rappresentano il cosiddetto know-how che viene trasferito ad ogni nuovo franchisee che si affilia alla rete. Un imprenditore che volesse avviare un’attività in proprio in uno specifico settore nel quale non ha mai operato, dovrebbe evidentemente acquisire in proprio le conoscenze necessarie per avviare e gestire quell’attività. Proverà inoltre diverse strategie di marketing per far decollare la sua azienda e sperimenterà diverse soluzioni. Commetterà sicuramente degli errori, fino ad arrivare, attraverso test e sperimentazioni successive, a trovare la formula più giusta per portare avanti il suo business. Ma queste attività richiederebbero sicuramente tempo e risorse economiche. Ecco che uno dei principali vantaggi di entrare a far parte di una rete in franchising è rappresentato proprio dall’opportunità di acquisire immediatamente il bagaglio di conoscenze di cui dispone il franchisor. Quest’ultimo potrà quindi suggerire quale iniziativa di marketing ha dato in passato i migliori risultati o in che modo allestire il negozio per vendere di più. Potrà suggerire la migliore organizzazione aziendale, le mansioni da distribuire tra i dipendenti, nonché tutte le procedure operative per rendere più agevole lo svolgimento delle attività. Insomma trasferire al franchisee quel pacchetto di conoscenze acquisito grazie ad un formula già sperimentata con successo da altri. Ed è proprio questo know-how che può fare la differenza rispetto ad un concorrente che offre lo stesso servizio, ma che opera in modo del tutto autonomo.
Tutto ciò implica anche un abbattimento dei tempi per portare l’attività a regime e quindi si traduce in tempi mediamente più brevi per riuscire a produrre un reddito.
I franchising più redditizi e innovativi sono solitamente proprio quelli che curano nei minimi dettagli il trasferimento del know-how dall’affiliante verso l’affiliato e fanno in modo che questo bagaglio di conoscenze rappresenti il vero valore aggiunto dell’attività.
Un’altra opportunità che alcuni franchisor mettono a disposizione del franchisee è la possibilità di comunicare, non solo in senso verticale (cioè da e verso l’azienda affiliante), ma anche in senso orizzontale (quindi scambiando informazioni con altri franchisee). Si crea quindi una sinergia e uno scambio di informazioni con altri affiliati locali o nazionali, attraverso canali messi a disposizione dal franchisor (ad esempio piattaforme su Internet) e ciò può rappresentare un ulteriore valore aggiunto per l’imprenditore affiliato. Si pensi ad esempio alla possibilità di condurre iniziative di marketing condivise tra affiliati di una stessa provincia o regione, ripartendo così i costi tra gli affiliati e abbattendoli rispetto ad un’analoga iniziativa condotta in modo autonomo e indipendente.
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